2007, A.C.S.D. Shingen, Via IV Novembre, 36 - 61032 Fano.
La parola giapponese “Aikido” è composta da tre ideogrammi che significano “AI” Armonia, “KI” Spirito e Energia vitale, “DO” Via; ossia la Via dell’Armonia dello Spirito. L’Aikido quindi non è solo un’arte marziale da coltivare per un miglioramento fisico ma anche una via di miglioramento interiore e spirituale. Mediante la pratica controllata di tecniche di cadute, proiezioni, bloccaggi e leve articolari, si avrà a disposizione un valido metodo di ricerca del proprio equilibrio psicofisico. L’Aikido si basa essenzialmente su movimenti circolari attraverso i quali si cerca di squilibrare l’avversario usando la sua stessa forza per neutralizzarne l’attacco. Quest’arte marziale nasce in Giappone per opera del Grande Maestro Morihei Ueshiba (O’Sensei), che realizza una sintesi delle proprie esperienze marziali e spirituali dando vita a questa Arte chiamandola in un primo tempo “Aiki-bujutsu” e dal 1942 denominata “Aikido”. Essa deriva da antiche tecniche di Ju-Jitsu, Aiki-Jitsu, kenjitsu (arte della spada) e Jo-Jitsu (arte del bastone); ancora oggi accanto alla pratica a mani nude, si affianca la pratica della spada (bokken) e del bastone (jo). Essendo un’arte marziale tradizionale e non competitiva, l’Aikido può essere praticato senza problemi da bambini, uomini e donne di qualsiasi età.
Il Keikogi o divisa da allenamento dell’Aikido è costituito da un normale “judogi” bianco (detto impropriamente kimono), composto da giacca e pantaloni rinforzati e tenuti a posto da una cintura bianca. A partire dal 1° dan, sopra i pantaloni verrà indossata un’hakama blu o nera (ampio pantalone tradizionale dei samurai) e la cintura del keikogi sarà nera anziché bianca. Normalmente sotto la giacca non andrà indossato nulla, solo alle donne, per ovvi motivi, è concesso l’uso di una maglietta. La pratica verrà effettuata su dei tatami rigorosamente a piedi nudi e sarà buona norma munirsi di ciabatte per andare dagli spogliatoi al dojo.
LA DIVISA
Il progresso tecnico degli allievi viene valutato attraverso degli appositi esami dove i candidati dovranno eseguire tecniche via via più complesse a seconda del grado che dovranno raggiungere. Il sistema dei gradi non prevede l’uso delle cinture colorate (tranne che per i bambini) ma si rifà al sistema di gradazione classico giapponese, esistono 6 gradi inferiori (KYU) che vanno attribuiti in ordine decrescente dal 6° al 1° e 10 ipotetici gradi superiori (DAN) che andranno invece attribuiti in ordine crescente dal 1° al 10°; anche se gli esami verranno dati fino al 4° dan, i gradi superiori verranno attribuiti su indicazione diretta della Direzione Didattica. Per fare un esempio, per conseguire il grado di Shodan (1° dan) occorrono mediamente 4 anni di allenamento assiduo.
GRADI ED ESAMI
AIKIDO
L'aikido si pratica su una materassina (tatami) indossando il keiko-gi, il classico abbigliamento di cotone bianco usato per il judo. In generale una lezione di aikido si articola nel seguente modo: dopo il saluto si inizia con gli esercizi di respirazione (KOKYU)  e riscaldamento (AIKITAISO); vengono studiati poi gli spostamenti base del corpo (TAISABAKI) e le cadute (UKEMI). La lezione prosegue con la parte tecnica vera e propria dove il Maestro dimostra via via le varie tecniche che verranno eseguite a coppie dagli allievi sempre sotto l’occhio vigile dell’insegnante; a volte viene riservata una parte dell’allenamento alla pratica delle armi (JO, BOKKEN, TANTO). La lezione si chiude di norma con una ginnastica di allungamento e rilassamento seguita dal saluto finale.
LA LEZIONE