2007, A.C.S.D. Shingen, Via IV Novembre, 36 - 61032 Fano.
Il kendo, letteralmente Via (DO) della spada (KEN) è la derivazione moderna delle antiche scuole di spada giapponesi (kenjutsu); in sostituzione della vera e propria spada, esso si pratica utilizzando lo shinai, un bastone formato da quattro stecche di bambù, per i combattimenti in armatura (BOGU) e il bokken, o spada di legno, per l’esecuzione dei kata. Il kendo è inconfondibilmente giapponese ed è inserita come materia nelle scuole dell’obbligo fin dalle elementari. Il kendo è anche sport, ma conserva lo studio delle buone maniere, della cortesia e della filosofia del combattimento, l’accettazione serena di una vittoria o di una sconfitta. Un approccio sicuramente diverso dalle moderne attività sportive, votate all’agonismo più estremo che troppo spesso dimenticano il ruolo dell’educazione e della crescita dell’individuo. La postura da assumere è estremamente eretta e quindi naturale. Lo sforzo da compiere nell’allenamento diretto tende allo sviluppo della maturità spirituale dell’individuo, la sua “abilità interiore”, uno stato che porta al pensiero riflessivo e all’introspezione. La diffusione del kendo come sport si giustifica solo nell’intenzione di fare diventare questa arte un veicolo di trasmissione dello spirito del kendo in sintonia con la tradizione e nel rispetto di essa.
LA LEZIONE
Dopo il mokuso, momento di raccoglimento e concentrazione, si effettua il saluto e di seguito si esegue un breve riscaldamento generale a corpo libero; successivamente si effettuano esercizi di riscaldamento con lo shinai (SUBURI) e si studiano i movimenti base dei piedi (ASHISABAKI) e del corpo (TAISABAKI).   Si inizia poi la lezione tecnica vera e propria dove si studiano le tecniche fondamentali (KION) e le tecniche di combattimento con l’armatura dove è possibile colpire con energia i bersagli protetti che sono i polsi, il busto, la testa e la gola. Oltre all’allenamento con lo shinai e l’armatura, si effettua anche lo studio degli esercizi formali (KATA), eseguiti a coppie utilizzando il bokken; in quest’ultimo caso, vista la pericolosità della spada di legno, i colpi dovranno essere portati con il massimo controllo senza colpire realmente il bersaglio. La lezione di Kendo si conclude sempre con il tradizionale saluto in ginocchio (seiza).
GRADI ED ESAMI
Il progresso tecnico degli allievi viene valutato attraverso degli appositi esami dove i candidati dovranno dimostrare un livello tecnico via via migliore a seconda del grado che dovranno raggiungere. Il sistema dei gradi non prevede l’uso delle cinture colorate ma si rifà al sistema di gradazione classico giapponese, esistono 6 gradi inferiori (KYU) che vanno attribuiti in ordine decrescente dal 6° al 1° e 10 ipotetici gradi superiori (DAN) che andranno invece attribuiti in ordine crescente dal 1° al 10°. Mentre gli esami per i gradi fino al 2° kyu vengono sostenuti all’interno del proprio dojo, i gradi dal 1° kyu in su dovranno essere valutati da un’apposita commissione in occasione di raduni nazionali.
LA DIVISA
La divisa base di allenamento è costituita da una giacca in genere di colore blu scuro (KENDOGI) e da un’hakama blu o nera (il tradizionale pantalone largo dei samurai).   Durante l’allenamento con lo shinai il corpo viene protetto da un’armatura (BOGU), formata da una maschera (MEN), una corazza anteriore (DO), dei guanti imbottiti (KOTE) e uno spesso gonnellino (TARE). Al contrario dell’Aikido che necessita per la pratica dei tappeti (TATAMI), il Kendo può essere praticato su qualsiasi superfice anche se la migliore rimane il classico pavimento in legno (parquet); la pratica, come per tutte le arti marziali giapponesi, si effettua a piedi nudi.