© 2007, A.C.S.D. Shingen, Via IV Novembre, 36 - 61032 Fano.
                           Kung Fu  BEI SHAOLIN CHANG QUAN           (Il “Pugilato Lungo” del Nord della Cina)
Il Changquan nella classificazione delle arti marziali cinesi Oggi nella classificazione degli stili di Wushu, il termine Changquan (letteralmente “Pugilato lungo”) identifica gli stili del nord della Cina, in contrapposizione al Nanquan (che invece identifica quelli del Sud della Cina), in un sistema in cui Changquan e Nanquan rientrano negli stili Waijia (stili esterni). Questa contrapposizione è un po’ fittizia e di seguito  spiegheremo meglio il perché: essa segue un criterio geografico, dovuto al fatto che gli stili Changquan sono praticati nel nord della Cina, inoltre questa distinzione poggia anche sul famoso aforisma “Nanquan Beitui”, cioè “Pugni al sud, calci al nord”, in cui , attuando una estrema semplificazione, si è voluto individuare due grandi famiglie, una a nord e l ’altra a sud del Cháng Jiāng (Fiume Azzurro), il grande spartiacque che divide appunto la Cina geograficamente. Il termine Changquan, usato correttamente in opposizione a Duanda* , è quindi spesso utilizzato in maniera scorretta, perché esso nasce con una valenza tecnica, legata all’utilizzo di posizioni ampie, strategie di attacco e di difesa sulla lunga distanza, e non con una valenza geografica, a cui infatti non tutti gli stili del nord si adattano. Da questo ultimo punto di vista sarebbe più corretto utilizzare il termine Beipai o Beiquan, mentre risultano più utilizzati, anche se non correttissimi appunto Changquan, Bei Shaolin o addirittura Bei Pai Shaolin. Il Changquan Tradizionale Dobbiamo però distinguere tra Changquan moderno (vedi sotto), nato negli anni ‘50 per volere del governo comunista, per fini meramente agonistici sportivi, e Changquan tradizionale, un insieme di sistemi marziali originari del Nord della Cina (corrente Musulmana Jiao Men, corrente del Fiore di prugno Mei Hua e corrente dell’Imperatore Tai Zu) nato nel 1909 a Tianjin e Shanghai per volere della famosa Jin Wu Association e poi sviluppatosi nel 1928 all’Istituto Centrale di Guo Shu di Nanjing per volere del governo nazionalista). Quest’ultimo ha conservato gli aspetti marziali nelle sequenze, risalenti alle antiche origini dello stile, grazie all’insegnamento di molti maestri tradizionali del Nord della Cina rifugiatisi a Taiwan nel 1949 dopo la sconfitta dell’esercito nazionalista. Le chiavi del Changquan Tradizionale sono generalmente definite “i 24 elementi” e cioè: •I 4 Metodi •Le 8 Regole •I 12 Modelli Essi includono le regole marziali, il ritmo del movimento fisico del corpo umano e le caratteristiche dell’esecuzione dello stile. Il Changquan moderno Changquan è un termine che, comunemente, sta a designare anche uno stile codificato da gare del Wushu moderno. A partire dalla presa di potere di Mao Tse Tung (1 ottobre 1949) le cariche governative hanno riorganizzato il vasto panorama delle Arti Marziali, epurandole dalla maggior parte delle tecniche marziali e rendendole un semplice esercizio fisico, una sorta di ginnastica coreografica caratterizzata da una grande spettacolarità. Questa disciplina di Wushu Moderno è oggi insegnata, nella Cina popolare, da istruttori di educazione fisica dipendenti dal ministero dello sport. Ben poco a che vedere, quindi, con la saggezza guerriera del Wushu tradizionale! L'instaurarsi del comunismo in Cina fu un vero e proprio periodo nero nella storia delle Arti Marziali cinesi, a causa delle feroci persecuzioni a cui vennero sottoposti i maestri tradizionali, che, qualora non si fossero conformati alle nuove ordinanze, furono costretti all'esilio (col vantaggio, però, di cominciare ad "esportare" il Kung-Fu). Le prime forme (Taolu) da gara del Wushu moderno furono codificate nel 1957 e 1958 e sono idealmente l’espressione della classificazione a cui accennavamo sopra, in particolare le forme del Changquan avrebbero la presunzione ed in qualche modo anche il merito di riunire le tecniche dei Pugilati Lunghi. _______________________________________________________________________________ * Duanda   è un termine utilizzato nelle arti marziali cinesi per indicare il combattimento a corta distanza e in opposizione a Changquan.
L'istruttore Andrea Donati                                                                 inizia la pratica del Kung Fu nel 2006 sotto la guida del M. Stefano Marchionetti, approfondendo il Bei Saholin Chang Quan e il Taiji Quan metodo Yang. Nel corso degli anni ha l'occasione di frequentare diversi workshop sotto la guida di importanti maestri, quali M. Paolo Antonelli, M. Stanislao Falanga e M. Guan Tieyun. Dal 2012 è il responsabile dei corsi di Kung Fu, Taiji e difesa personale della scuola La Via Interiore a Pesaro e Fano.