2007, A.C.S.D. Shingen, Via IV Novembre, 36 - 61032 Fano.
Takeda Harunobu (1521-1573) è considerato, dagli storici giapponesi, uno dei più grandi generali dei suoi tempi. Maltrattato durante l'infanzia da un padre folle, che gli preferiva il figlio cadetto, Harunobu a 17 anni s'impadronì del potere con un colpo di mano, e divenne signore del feudo. Dopo inizi in cui veniva descritto come un giovane sfrenato, capo avventuroso, ubriacone e donnaiolo, Harunobu si convertì improvvisamente al buddhismo zen. Entrò in un monastero, si rase il capo ed indossò la tunica del monaco. Giurò a se stesso di non toccare più nè cibo animale nè donna. Più avanti, ebbe un grado elevato nella gerarchia dello zen. Coem di consuetudine in Giappone, specie in questi casi, per marcare un nuovo inizio egli cambiò il proprio nome da Harunobu in quello di Shingen. Ci è parso interessante afre alcune riflessioni su questo nome. Si tratta di un composto nuovo, cioè non esistente precedentemente, formato da due ideogrammi - KANJI - che hanno più di una possibile lettura e quindi più di un solo significato. (Nella lingua giapponese ogni ideogramma ha generalmente due tipi di lettura, chiamate ON e KUN. La lettura o pronuncia On è la "giapponizzazione" della pronuncia fonetica cinese dell'ideogramma, mentre la lettura Kun è quella propria giapponese dello stesso. Inoltre un ideogramma può avere contemporaneamente più letture On e Kun, diverse tra loro, sta al lettore applicare quella giusta a seconda del contesto e delle combinazioni con altri kanji con cui l'ideogramma compare) Questa particolarità permette ai giapponesi di creare anche suoni e nomi in precedenza non esistenti e di rimandare a più concetti con una sola parola. Nel nostro caso la lettura giapponese del primo ideogramma è NOBU, che rimanda al precedente nome di Takeda, Harunobu, al nome di suo padre, Takeda Nobutora, e più in generale a tutto il ramo della sua famiglia, caratterizzato dall'ideogramma NOBU.
La lettura cinese (-On-) è invece SHIN, che significa letteralmente sincerità, fede, fiducia, fedeltà. Il verbo che ne deriva - SHINZORU - significa credere profondamente, confidare in (qualcosa, qualcuno). Questo kanji è inoltre quello proprio a una delle sette virtù richieste al bushi; in tale contesto assume specificatamente il senso di "lealtà", "fedeltà alla parola data". L'ideogramma è composto da "uomo" (a sinistra) e da "bocca dala quale escono parole"(un rettangolo sormontato da tre segni paralleli,a destra). Il senso generale dell'ideogramma è, dunque, quello di "uomo presente dinnanzi alla sua parola" "uomo che si traduce in parole". Ci pare opportuno ricordare che Shingen scrisse un famoso trattato in 17 capitoli che dava consigli di comportamento ai samurai ed è pure noto per aver creato una scienza esoterica della strategia e della tattica militare che, dal nome del suo feudo Koshu, verrà chiamata Koshuryu. Il secondo ideogramma - GEN - ha pur esso molteplici significati, anche diversi tra loro. Può inndicare una "verità profonda", una "dottrina", una "conoscenza profonda", in ambito religioso e filosofico. Appare come suffisso in concetti religiosi buddhisti, ed è quindi ben appropriato per determinare il nome di un monaco zen. Significa anche "cielo", ma pure "astruso" "nero" "oscuro". Ci sembra verosimile, per quanto riguarda questi ultimi significati, un richiamo sia alle conoscenze esoteriche profonde indubbiamente possedute dal nostro che al colore del proprio stemma di famiglia ( -MON-): quattro rombi cìneri simmetrici in campo rosso YOTSUWARI BISHI MON
Per la ricerca e i testi si ringrazia Umberto Pantaleoni